Teorie del complotto online: l’analisi del linguaggio per prevederne la diffusione
Gli utenti che partecipano a comunità online legate alle teorie del complotto mostrano caratteristiche linguistiche distintive anche quando discutono di temi comuni come cinema, musica, cucina o scienza. È quanto emerge da una ricerca del Politecnico di Milano basata sull’analisi di oltre 500 milioni di commenti pubblicati in più di 20 comunità di Reddit.
Lo studio, realizzato da Francesco Corso e Francesco Pierri del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria insieme a Giuseppe Russo (Scuola Politecnica Federale di Losanna) e Gianmarco De Francisci Morales (CENTAI Institute), ha utilizzato strumenti di analisi psicolinguistica e modelli di intelligenza artificiale per verificare se fosse possibile distinguere gli utenti attivi nella community r/conspiracy osservandone il linguaggio in contesti mainstream.
I risultati mostrano che questi utenti presentano segnali linguistici riconoscibili con un’accuratezza media dell’87%, anche anni prima della loro partecipazione esplicita a comunità complottiste. Tra i segnali più frequenti emergono riferimenti a rabbia, ansia, conflitti, malattie e morte, oltre a un linguaggio più aggressivo o emotivamente carico.
I risultati suggeriscono che non esiste un unico linguaggio complottista valido per tutta la piattaforma. Gli utenti adattano il proprio modo di esprimersi alle norme delle diverse comunità online, e questo rende necessario progettare strumenti di analisi e moderazione più sensibili al contesto.
Francesco Pierri, Data Science Lab.
La ricerca contribuisce alla comprensione dei processi di radicalizzazione e della diffusione delle narrative complottiste online, offrendo nuove prospettive per lo sviluppo di strumenti di monitoraggio e moderazione capaci di tenere conto delle differenze tra le diverse comunità digitali.