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Competizioni internazionali

Air Cargo Challenge

Air Cargo Challenge è una competizione internazionale di aeronautica per studenti di ingegneria. I team in gara progettano e costruiscono un aereo senza pilota in grado di trasportare un carico utile. Il punteggio viene assegnato non solo per la performance di volo, ma anche per la qualità tecnica del progetto.

Il Team Polimi

Fly Mi nasce nel 2022 e partecipa per la prima volta all’Air Cargo Challenge nel 2024. Il team conta oggi circa 100 membri provenienti da 10 corsi di studio differenti: ci sono studenti e studentesse di Ingegneria Aerospaziale e Aeronautica, ma anche di Ingegneria Gestionale, Automazione, Meccanica, Fisica ed Elettronica. Il team è strutturato in diversi dipartimenti: aerodinamica, meccanica del volo, strutture, elettronica&propulsione, marketing e comunicazione&media.

Risultati

2024

  • 15° posto overall

Recruiting

Il team organizza il recruiting due volte all’ anno: a settembre e ad aprile.

Conosciamo Fly Mi!

CHI FA PARTE DEL TEAM?
Fly Mi è composto da circa 70 studenti suddivisi in una serie di dipartimenti che riprendono la divisione del lavoro nella progettazione e costruzione di un velivolo, un drone ad ala fissa. All'interno del team siamo composti per lo più da studenti del Politecnico di Milano iscritti ai corsi di ingegneria aerospaziale o aeronautica, questo perché fa parte della natura dell'associazione e comprendiamo anche delle piccole quote provenienti da altri corsi, come ad esempio da ingegneria dell'automazione, particolarmente utile per il dipartimento di elettronica, che spesso si trova a dover progettare sistemi di controllo autonomo per i nostri velivoli, e varie altre quote di studenti provenienti da ingegneria gestionale, spaziale e fisica.

QUANDO È STATO FONDATO IL TEAM E COME SI È EVOLUTO NEL TEMPO?
Fly Mi nasce come associazione studentesca alla fine del 2022 da un gruppo di studenti di ingegneria aerospaziale che si sono riuniti con il desiderio di voler dare agli altri frequentanti del corso di studi la possibilità di vivere un'esperienza pratica di progettazione di un velivolo. Fly Mi comincia a lavorare con il primo progetto di drone chiamato “ETRA”, una prima dimostrazione del fatto che eravamo effettivamente in grado di progettare e costruire un vero velivolo. Da lì in poi la storia dell'associazione è progredita attraverso livelli successivi. Siamo partiti con ETRA nell’anno accademico 2023/2024 e abbiamo partecipato alla prima competizione internazionale studentesca “Air Cargo Challenge. Nell'anno accademico 2024/2025 siamo riusciti a partecipare a un’altra competizione internazionale, la “Uas Challenge” con l'aggiunta al prototipo del controllo autonomo, elemento mai introdotto fino a quel momento. Quest'anno l'upgrade che vogliamo apportare è quello di avere un aereo che integri delle soluzioni che non abbiamo mai visto finora, come ad esempio un carrello retrattile e il bimotore.

Per quanto riguarda la parte umana, essa è cambiata nel tempo in termini di numeri: naturalmente l'associazione è andata via via crescendo sia come numero di membri, sia a livello di skills acquisite. Ci sforziamo ogni anno per fare in modo di mantenere le competenze apprese l'anno precedente conservandole e ampliandole al massimo nell'anno successivo quindi si è vista col passare del tempo un'evoluzione proprio nelle conoscenze e nelle competenze tecniche sia per la parte di progettazione sia per la parte di produzione del velivolo, che tra l'altro facciamo internamente. Noi non solo progettiamo il drone ma lo costruiamo.

QUAL È LA PRINCIPALE ATTIVITÀ DEL TEAM E COME SI SVOLGE IL LAVORO DURANTE L’ANNO?
Fly Mi produce principalmente droni ad ala fissa a propulsione elettrica perché le competizioni a cui partecipiamo richiedono questo ambito di progetto. Per quanto riguarda la suddivisione del lavoro, la prima fase, che dura praticamente tutto il primo semestre, è una fase di design. I dipartimenti tecnici, aerodinamica, strutture meccaniche del volo e EPC (elettronica, controllo e propulsione), lavorano su diversi aspetti del progetto. Aerodinamica elabora le computazioni per perfezionare l'ala, Strutture studia le caratteristiche tecniche del velivolo per assicurarsi che regga i carichi di volo, Meccanica del volo analizza la stabilità del drone per far sì che possa compiere la missione indicata dalla direzione di gara e soprattutto che la missione e il tipo di velivolo che stiamo progettando sia quello giusto per la competizione, quindi si analizza il regolamento per seguire la giusta configurazione. Elettronica invece produce il sistema elettrico del velivolo, dipendente ovviamente dai regolamenti e dalle limitazioni imposte. Questi dipartimenti sono organizzati in riunioni settimanali, a queste si aggiunge il lavoro autonomo dello studente che può variare a seconda del ruolo ricoperto all’interno dell'associazione. Una volta al mese circa organizziamo una riunione plenaria con tutti i dipartimenti per fare il punto della situazione.

QUAL È IL SEGRETO CHE TIENE UNITO IL TEAM?
Il segreto per mantenere coeso e unito un gruppo così grande e diverso di studenti che vengono da background o da facoltà diverse all'interno del Politecnico stesso è la passione che abbiamo per questo tipo di progetto. Si tratta di un impegno che richiede tanto tempo e ha bisogno di una grande cura. Gli studenti di Fly Mi hanno dentro una passione tale che li fa effettivamente rimanere uniti in questa sfida. Il nostro non è solo un gruppo di lavoro, ma è un gruppo di amici.

QUAL È LA CITTÀ PIÙ LONTANA IN CUI AVETE SVOLTO UNA COMPETIZIONE?
La città più lontana è stata Buckminster, in Gran Bretagna, una contea distante circa tre ore da Londra, dove abbiamo partecipato alla Uas Challenge nel 2025.

CI SONO CURIOSITÀ O IMPREVISTI DIVERTENTI CHE RICORDATE?
Un imprevisto divertente è avvenuto l'anno scorso durante uno dei primi voli di testing di Olivia, uno dei nostri prototipi. Il drone aveva raggiunto al suo interno una temperatura troppo elevata non avendo prese per il ricambio dell’aria, e a un certo punto semplicemente i controlli hanno smesso di rispondere… così l'aereo a cento

metri d’altitudine ha deciso di non seguire più i nostri comandi. Per fortuna l’elemento che ci ha salvato è stato il grande studio di meccanica del volo per cui l'aereo pur senza controlli non ha perso la direzione ma ha continuato a volare lungo la sua traiettoria classica balistica, planando fino a quando non si è schiantato in un campo poco lì vicino senza far del male a nessuno per fortuna e senza danneggiarsi gravemente.

La nostra soddisfazione più grande è sicuramente il fatto di vedere una cosa progettata da noi prendere letteralmente il volo. A livello di progetto aeronautico questo lavoro è di una complessità immensa.

QUALI SONO I PROSSIMI OBIETTIVI?
L’obiettivo è arrivare a Stoccarda nel 2026 per partecipare alla competizione “Air Cargo Challenge” e classificarci in maniera migliore rispetto all'ultima volta in cui eravamo in posizione molto bassa della classifica generale, per noi quindi si tratta di una rivincita. Il nuovo prototipo si chiamerà Emera (“Giorno” in greco antico).

PERCHÉ ENTRARE A FAR PARTE DEL TEAM?
Sicuramente per avere la possibilità di mettere in pratica quello che si studia a lezione. In aula si studia la teoria ma se le cose non “escono” dalla lavagna rimangono troppo teoriche, troppo discorsive. Fly Mi nasce proprio dall'intenzione di mettere in pratica tutto quello che si studia mentre lo si studia. Viceversa, quanto viene imparato nella pratica può tornare poi utile anche negli anni successivi.

Il secondo motivo è la possibilità di entrare in contatto con il resto del mondo studentesco, la possibilità di vedere, di conoscere e fare amicizia con persone che seguono il proprio corso o magari corsi molto simili di anni successivi o anni precedenti, e di vivere la comunità universitaria a 360 gradi.

Ultimo motivo la possibilità di entrare in contatto con il mondo industriale con cui collaboriamo normalmente per costruire e progettare tutto l'aereo a partire dai materiali, dai software che usiamo, dai servizi e dalle sponsorizzazioni.