Un turismo lento e solidale per intenzione progettuale
Borghilenti, progetto di turismo lento, inclusione sociale, riqualificazione urbana e riabilitazione culturale, finanziato attraverso il Bando Attrattività dei Borghi del Ministero della Cultura a valere sul PNRR, è arrivato alle battute finali, portando a compimento in quattro anni tutti gli interventi previsti. Un percorso progettuale costruito dal Dipartimento di Architettura e Studi urbani-DAStU del Politecnico di Milano e dal Comune di Castelnuovo Bocca d'Adda (Lodi), che insieme hanno scelto di cogliere l’opportunità della ciclovia nazionale VENTO, ancora in fase di realizzazione, per pianificare e progettare una politica pubblica di rigenerazione territoriale entro una cornice valoriale capace di proteggere il paese da possibili derive di turismo di massa, consumistico e dissipativo.
Gli interventi realizzati includono azioni materiali e immateriali, pensate per trasformare il paese in un laboratorio di rigenerazione territoriale e incidere concretamente sulla realtà di Castelnuovo Bocca d’Adda.
Le azioni materiali comprendono:
- la ristrutturazione di Casa Peroni, nel centro storico del paese: da edificio prossimo al crollo, è oggi un ostello solidale di circa 200 mq, arredato secondo i principi dell’economia del dono e del riuso;
- la riqualificazione del sistema degli spazi pubblici del centro storico del paese (Sagrato della Chiesa - 500 mq circa, vicolo Peroni - 450 mq circa, piazza-parcheggio Vittorio Emanuele II - 1.400 mq circa): questi spazi sono stati trasformati da spazi di passaggio e attraversamento in luoghi dove sostare e trovarsi, a beneficio tanto dei cittadini castelnovesi quanto dei turisti in viaggio lungo la ciclovia VENTO;
- la realizzazione di una rete di itinerari a piedi e in bicicletta attorno al paese, in connessione con la ciclovia VENTO: un percorso lungo 22 km attraverso il canale Gandiolo, la ciclovia VENTO e alcune strade bianche di collegamento tra fiume e canale; un percorso breve di 6 km attraverso il quale raggiungere la confluenza dell’Adda in Po; e un percorso intermedio, di circa 10 km, che cinge l’abitato di Castelnuovo; la tabellazione di questi percorsi è ancora in corso e si concluderà entro la fine del mese di giugno.
Inoltre, nei primi due mesi di apertura l’ostello ha registrato oltre 200 pernottamenti e accolto 55 ospiti provenienti dall’Italia e dall’estero. Un ospite su tre è un cicloturista e uno su tre proviene da altri Paesi europei: segnali concreti di una capacità attrattiva che sta già inserendo Castelnuovo Bocca d’Adda in reti e flussi internazionali di turismo lento.
Tra le azioni immateriali ci sono:
- il coinvolgimento di 25 ragazzi con fragilità nella gestione dell’ostello solidale Casa Peroni - Capanna Twin, accompagnati da 9 educatori; la gestione solidale dell’ostello è l’esito di un percorso di co-progettazione avviato con la Cooperativa Amicizia di Codogno;
- la redazione di un piano di tutela del centro storico;
- l’organizzazione di attività laboratoriali rivolte ai cittadini (coinvolte un centinaio di persone su una comunità di 1.500 abitanti), ai bambini della scuola materna e agli alunni della scuola elementare e media (oltre 150 bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni);
- l’organizzazione di un festival in tre edizioni a partire dal 2024, che ha portato a Castelnuovo Bocca d’Adda oltre 200 ospiti (cantanti, attori, scienziati, scrittori, narratori);
- l’organizzazione di 3 residenze artistiche, ospitate in ciascuno dei tre anni di Festival, che hanno lasciato in eredità alla comunità:
- “Simbionti”, un murale realizzato dall’artista bolzanino Egeon, che prende ispirazione dal mondo dei funghi per rappresentare il tessuto sociale della comunità di Castelnuovo;
- “La cucina di Castelnuovo Bocca d’Adda”, una video-installazione realizzata da Donpasta: una “mappa affettiva” del territorio in cui ricette, tradizioni e racconti familiari diventano strumenti per raccontare l’identità del paese;
- la realizzazione a cura di DEM di un’installazione che rappresenta una grande figura femminile legata simbolicamente all’acqua e alla presenza del fiume: una scultura mobile realizzata con bambù, paglia, corde e materiali raccolti nel territorio.
I risultati del progetto Borghilenti sono stati presentati durante l’incontro istituzionale “Turismo lento e solidale non per caso, ma per intenzione progettuale”, in apertura della terza edizione di Borghilenti Festival.
Borghilenti ha delineato un modello di turismo sostenibile che, entrando in punta di piedi nel paese e facendo leva sui valori più autentici della lentezza, avvia e sostiene occasioni di inclusione sociale, di riqualificazione urbana e di riabilitazione culturale.
Paolo Pileri, docente di Tecnica E Pianificazione Urbanistica e responsabile scientifico dell’intero progetto