Le etichette per frutta e verdura diventano commestibili
Un’etichetta commestibile e compostabile, capace di ridurre l’impatto ambientale del packaging agroalimentare, migliorare la gestione dei rifiuti organici e offrire nuove garanzie di sicurezza e tracciabilità lungo la filiera. È il risultato ottenuto grazie ad APPEAL - Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label, il progetto finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA) del Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato dal Politecnico di Milano insieme a sette partner scientifici e industriali, tra cui il Consorzio Melinda.
In un contesto in cui il mercato globale dell’etichettatura è in continua crescita, l’etichetta edibile rappresenta una risposta concreta alle grandi sfide ambientali: cambiamento climatico, aumento dei rifiuti e necessità di accelerare la transizione verso modelli produttivi circolari. Uno degli obiettivi principali è fornire una risposta efficace alla contaminazione della frazione organica destinata al compostaggio.
L’innovazione sviluppata da APPEAL apre inoltre nuove prospettive per la bioeconomia circolare, un comparto che in Europa vale circa 3mila miliardi di euro e vede l’Italia tra i Paesi leader, con oltre 400 miliardi di valore generato e più di 2 milioni di occupati.
Il gruppo di ricerca del Dipartimento di Energia del Politecnico ha realizzato i bollini con ingredienti vegetali e matrici a base di polisaccaridi e pectina, recuperata anche dai sottoprodotti della lavorazione delle mele. Grande attenzione è stata dedicata allo sviluppo di film edibili, colle alimentari a base acqua e inchiostri compatibili con la stampa food-grade, progettati per garantire sicurezza, stabilità e leggibilità delle informazioni.
L’obiettivo era progettare un’etichetta non solo edibile e sicura, ma anche pronta a rispondere alle nuove esigenze normative e industriali. I prototipi sviluppati sono già conformi agli obiettivi previsti dal PPWR, il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi che entrerà in vigore ad agosto e innalzerà significativamente i target di riciclo e gli obblighi di compostabilità di alcuni imballaggi, tra cui le etichette alimentari. Inoltre, la soluzione è pensata per essere facilmente scalabile a livello industriale e adattabile alle diverse applicazioni ortofrutticole.
Andrea Macrelli, ricercatore del Dipartimento di Energia
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Grazie alla collaborazione con Consorzio Melinda è stato possibile testare le etichette, che hanno mostrato una buona resistenza meccanica, un’elevata capacità adesiva anche in condizioni critiche di umidità e performance promettenti sul fronte della biodegradabilità e compostabilità.
Accanto ai benefici ambientali, il progetto evidenzia anche importanti ricadute sanitarie. Solo in Italia tra i 9 e i 22 milioni di etichette vengono ingerite accidentalmente ogni anno. Per questo le nuove etichette APPEAL sono state sottoposte a rigorosi test biologici in vitro: i risultati hanno evidenziato un’elevata biocompatibilità e l’assenza di segnali di danno cellulare, genotossicità o immunotossicità.
L’etichetta è inoltre progettata su tre livelli di sicurezza, con accesso differenziato alle informazioni lungo tutta la filiera: i dati pubblici possono essere letti tramite smartphone dai consumatori, l’autenticità dell’etichetta può essere verificata utilizzando semplici torce UV, mentre le informazioni avanzate e riservate sono accessibili agli operatori attraverso strumenti ottici dedicati. Una soluzione che rafforza autenticità, tracciabilità e contrasto alle contraffazioni.
Con APPEAL abbiamo voluto trasformare un problema ambientale in un’opportunità concreta di innovazione. Queste etichette sicure, edibili e industrialmente scalabili possono ridurre l’impatto dei materiali plastici e introdurre nuove funzioni per l’autenticazione dei prodotti agroalimentari. Il prossimo passo sarà lavorare insieme ai partner per portare questa tecnologia sul mercato.
Carlo Spartaco Casari, ordinario di Fisica della Materia e Principal Investigator del progetto